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Bambini e febbre: gli errori comuni dei genitori
16 febbraio 2026

Bambini e febbre: gli errori comuni dei genitori

Febbre e bambini è una di quelle combo che fa scattare subito l’allerta in qualsiasi genitore, tra preoccupazione, ansia e una serie di decisioni spesso prese d’istinto. Nella maggior parte dei casi, però, la febbre è piuttosto un segnale che il corpo del bambino sta reagendo a qualcosa, una risposta naturale del sistema immunitario a un’infezione virale o batterica.

Uno degli errori più comuni, infatti, è somministrare farmaci antipiretici troppo presto o in modo non corretto, pensando che l’obiettivo principale sia riportare la temperatura alla normalità il prima possibile. In realtà, ciò che conta davvero è osservare il comportamento del bambino: il suo livello di reattività, se beve, se gioca, se risponde agli stimoli e solo nel caso in cui ci sia particolare disagio per il piccolo, o se prescritto dal pediatra, si devono somministrare farmaci.

Un altro errore comune è quello di misurare la temperatura in modo ossessivo, poiché controllare la febbre ogni mezz’ora non aiuta a gestire meglio la situazione e aumenta solo l’ansia di chi assiste. La temperatura corporea può oscillare naturalmente durante la giornata, e misurazioni troppo frequenti possono portare a interpretazioni errate. Anche il modo in cui misuriamo la temperatura è più importante di quanto si possa pensare: usare termometri non adatti all'età del bambino o effettuare misurazioni imprecise può portare a risultati fuorvianti, aumentando così l'ansia. Affidatevi, quindi, solo a misuratori sicuri, seguendo le istruzioni riportate sulla confezione del dispositivo.

Altro errore comune è quello di coprire eccessivamente i bambini per paura che possano avere freddo, ma in realtà, un abbigliamento troppo pesante può impedire la dispersione del calore e far salire ulteriormente la temperatura. È sempre meglio vestire il bambino in modo leggero, creando un ambiente confortevole e ben ventilato, evitando correnti d'aria ma anche il surriscaldamento.

Sempre a tema farmaci antipiretici, è importante il corretto uso. Dosaggi errati, somministrazioni troppo ravvicinate o l'alternanza casuale di diversi principi attivi sono comportamenti purtroppo frequenti. La paura di vedere il termometro salire spinge molti genitori a intervenire senza seguire attentamente le indicazioni del pediatra, ma è fondamentale ricordare che questi farmaci non curano la causa della febbre, ma servono solo a migliorare il comfort del bambino e usarli come se fossero una soluzione definitiva può rendere più difficile valutare l'evoluzione del problema. Inoltre, l'idea che una febbre alta sia sempre pericolosa è un mito da sfatare, poiché nella maggior parte dei casi, soprattutto nei bambini, il corpo è perfettamente in grado di gestire temperature superiori ai 38 gradi senza conseguenze, a patto che il piccolo venga monitorato adeguatamente.

Un errore altrettanto comune è quello di correre subito al pronto soccorso o dal medico senza considerare alcuni segnali chiave. È comprensibile voler ricevere rassicurazioni, ma non tutte le febbri richiedono un intervento immediato. A volte, basta prestare attenzione a come si comporta il bambino nelle prime ore, assicurandosi che beva a sufficienza e controllando se ci sono altri sintomi, senza però sottovalutare situazioni che invece richiedono attenzione, come una febbre che persiste per diversi giorni, o sintomi associati come difficoltà respiratorie, eruzioni cutanee o un forte abbattimento.

L'errore, insomma, sta nel non saper distinguere tra una febbre che si può gestire a casa e una che richiede un consulto medico, spesso lasciandosi guidare più dalla paura che da un'osservazione attenta.

Da ricordare, poi, che un bambino con la febbre tende a perdere più liquidi, ma non sempre riesce a comunicare chiaramente la sua sete. Dimenticare di offrirgli acqua o altri liquidi adatti è quindi un errore che può aggravare la sua condizione generale. Allo stesso modo, forzarlo a mangiare quando non ha voglia è inutile e controproducente, poiché durante la febbre, è normale che l'appetito diminuisca, e ciò che conta davvero è che rimanga idratato e che, una volta superata la fase acuta, torni gradualmente alle sue abitudini alimentari.

Un altro errore noto è quello di ricorrere a rimedi o consigli non verificati, magari letti online o suggeriti da amici, come impacchi freddi, bagni con acqua troppo fredda o soluzioni improvvisate, che possono creare disagio al bambino senza apportare reali benefici, e in alcuni casi, possono addirittura peggiorare la situazione.

Infine, uno degli errori più insidiosi è trasmettere al bambino la propria ansia. I piccoli percepiscono molto più di quanto si pensi, e un genitore agitato, allarmato o costantemente preoccupato può aumentare il loro stress, rendendo la gestione della febbre ancora più difficile. Un atteggiamento calmo e rassicurante è fondamentale nella cura e rimanere presenti e attenti senza esagerare, aiuterà il bambino a vivere quel momento con più serenità.

Tag febbre, influenza, bambini, antipiretici